Pomodoro da salsa (nano) Rio Grande (precoce)

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Formati

6 piante in pack

Disponibile da inizio marzo a metà giugno
H30F

Varietà

Cartizze F1

Pomodoro nano da salsa resistente a Peronospora. Tipologia Rio Grande, con pianta di medio vigore, a ciclo precoce. Ha buona tolleranza a marciume apicale e spaccature. Frutti ovali di medie dimensioni (70 gr) ed ottimo colore, di media conservabilità. Per trasformati di alta qualità: passate, salse e anche essiccato. Ampia gamma di resistenze, che comprende peronospora, batteriosi (Pst) e le comuni patologie del suolo. Pianta alta 40-60 cm. Non eliminare i getti ascellari (femminelle).

Disponibilità
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I consigli di coltivazione

ESPOSIZIONE

Il pomodoro necessita di esposizione in pieno sole. In estate, nelle ore più calde, gradisce un leggero ombreggiamento, a partire dalla metà di giugno.

TEMPERATURA

Il pomodoro ha temperature ideali di crescita tra 20-24°. Tra 18-27° sono le migliori condizioni per l’allegagione dei frutti, che è difficoltosa sotto i 10° e sopra 35° (specialmente per le varietà antiche e a bacche grosse). Con meno di 13° in fioritura, i frutti possono risultare deformi e con cicatrici. Con temperature sopra 30° in maturazione la spalla dei frutti delle varietà sensibili resta gialla o verde, mentre sotto 10° le bacche non riescono ad assumere il colore tipico da mature. La pianta può subire danni da freddo tra 0-6° e muore tra 0/ -2°, quindi è fondamentale proteggerla con nylon o tnt nei trapianti più precoci.

TERRENO

Il pomodoro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli di medio impasto, fertili e ben drenati. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. Nella preparazione del suolo è consigliata una lavorazione profonda (30-40 cm). Pur essendo una specie molto rustica, capace di offrire non di rado buoni risultati, anche se coltivato per più stagioni nello stesso suolo è preferibile attendere 3 anni prima di trapiantare i pomodori nel terreno dove già coltivati in precedenza. Utile utilizzare le piante innestate, qualora non si possa rispettare la corretta tempistica di rotazione.

TRAPIANTO

Distanze: il sesto consigliato è di 40-50 cm sulle file e 100 cm tra le file. Per le varietà da salsa, la distanza sulla fila può essere ridotta a 30 cm.

Epoca: la messa a dimora va da marzo (con nylon) ad agosto. Da metà aprile a maggio è il periodo più favorevole per il trapianto in pianura, giugno in alta collina e montagna.

Trapianti scalari: trapiantare i pomodori non in unico momento, ma in diversi periodi (con trapianti mensili, ogni 40- 50 gg, da aprile a luglio) è la strategia più efficace per ridurre i rischi dovuti a patogeni e stress climatici ed ottenere una produzione più prolungata nel tempo, fino all’autunno inoltrato.

Protezione: nei trapianti di inizio primavera, le piantine vanno protette con nylon (da arieggiare nelle giornate soleggiate); nei trapianti successivi, da aprile ad agosto, si sfrutta il TNT bianco, da rimuovere dopo 1-2 settimane.

CONCIMAZIONE

Una nutrizione equilibrata e distribuita nel tempo, permette di ottenere la massima produzione dalla coltivazione del pomodoro. Oltre ad azoto, fosforo e potassio, il pomodoro necessita di quantitativi importanti di calcio e magnesio.

  • la concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica (se non la si è distribuita in autunno): letame maturo (o stallatico) e un fertilizzante NPK (es. 2-1-2), da mescolare al terreno in buca, nei primi 20-30 cm.
  • la concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 1:3:1 fino alla fioritura, N:P:K 1:1:3 da ingrossamento a maturazione), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel. Quantitativi esagerati di azoto (o pollina), specialmente nelle varietà più vigorose, possono provocare un eccessivo sviluppo della vegetazione a discapito dei frutti.
  • la concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse nelle prime fasi, a causa di stress ambientali o carenze. Si può effettuare con fertilizzanti a pronto effetto o irrigando con stallatico macerato in acqua (o pollina macerata), settimanalmente, fino alla ripartenza delle piante.
IRRIGAZIONE

Il pomodoro è in grado di sopravvivere con apporti idrici limitati, ma la carenza di acqua cronica dà luogo a piante stentate, con produzione molto inferiore rispetto al reale potenziale delle varietà. Di norma il pomodoro in primavera si irriga 2-3 volte a settimana: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del suolo, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. Tra un intervento e il successivo si lasci asciugare lo strato superficiale di terreno intorno alle piante, per evitare i ristagni. Nelle prime fasi dopo l’attecchimento, se il clima è fresco, ma non piove, saranno sufficienti 1-2 interventi settimanali. I quantitativi devono permettere all’acqua di penetrare in profondità, per garantire un’autonomia di alcuni giorni. Si bagnerà nuovamente quando il terreno sarà asciutto in superficie e le piante manifesteranno un leggero stress, assumendo una colorazione opaca. Dall’inizio della fioritura, le quantità aumenteranno e la massima necessità si raggiungerà quando più palchi saranno in fase di ingrossamento e le temperature elevate. In estate, è richiesta molta più acqua e interventi più frequenti, fino a 2-4 per settimana (fino a 4-6 litri al giorno con piante cariche di frutti, nei periodi più caldi e asciutti). In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per produrre al meglio e ridurre i rischi di marciume apicale. Quando più le bacche sono nelle fasi finali di maturazione, si ridurranno un po’ i volumi di annaffiatura, ma senza stressare le piante. Le varietà allungate e quelle più sensibili a marciume apicale, richiedono irrigazioni più frequenti rispetto alle altre, in prossimità della maturazione, quando sono presenti anche bacche in fase di ingrossamento. Apporti idrici troppo scarsi, possono determinare produzione di bacche di calibro modesto, caduta dei fiori e marciume apicale dei frutti. Irrigando pomodori in fase di maturazione con quantitativi eccessivi di acqua, dopo periodi di siccità, provoca facilmente spaccature dei frutti. Anche gli eccessi idrici possono creare problemi, come marciumi radicali, crescita eccessiva della vegetazione a discapito della produzione e maggiore sensibilità ai patogeni. Irrigare possibilmente al mattino in primavera, senza bagnare la vegetazione. In estate è gradita anche l’irrigazione serale. Con l’irrigazione a goccia in estate è possibile bagnare quotidianamente.

CURE COLTURALI

Pacciamatura: la pacciamatura del terreno con nylon “fumè” o verdi, è utile soprattutto nei trapianti precoci e nelle zone collinari, mentre in quelli estivi è meglio il nylon bianco, oppure la paglia. La pacciamatura permette di prevenire le infestazioni delle malerbe e di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi. Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia.     

Protezione con Nylon: nei trapianti precoci (da febbraio a fine marzo) la coltivazione sotto serra di nylon, offre alcuni vantaggi, come l’anticipo della raccolta, la disponibilità del prodotto per un periodo più prolungato, un più agevole controllo della peronospora. Con l’aumento delle temperature diurne, è necessario arieggiare i tunnel durante giorno e aprire i laterali in estate, per almeno 140 cm di altezza in estate. Dal mese di giugno è consigliata anche l’ombreggiatura.

Sostegni nei pomodori 'da palo' (indeterminati): esistono diversi metodi per sostenere i pomodori a sviluppo indeterminato, capaci di crescere anche ben oltre 2 metri: dai sistemi tradizionali, con le classiche canne (o paletti, tondini di metallo, ecc), a quelli più moderni, con corde di nylon. Quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna, paletto ecc.) di 180-220 cm, tramite un legaccio. Le canne vanno piantate nel terreno per almeno 20-30 cm e fissate tra loro in alto con fil di ferro o spago, per rendere più stabile la struttura. Vanno distanziate di 40-50 cm sulla fila e si potranno posizionare verticali o inclinate.

I sistemi più utilizzati per impalare i pomodori con le canne:

  • la struttura a 'piramide': costituita da 4 canne incrociate ed unite in alto, è semplice e stabile ed è perfetta se non ci si attende una produzione prolungata (ad esempio se concimazione è povera). Il limite maggiore di questo metodo è la difficoltà di arieggiamento della vegetazione che può favorire attacchi fungini. Per questo è prudente utilizzare questo sistema nelle zone costantemente ventilate.
  • la struttura a canne verticali: di oltre 200 cm, è perfetta per sfruttare il potenziale produttivo delle piantine Orto Mio (che possono produrre anche oltre 15 grappoli di pomodori). Le canne andranno fissate, lungo la fila, con un tirante posto a 150-170 cm di altezza. Per dare stabilità, la cima di ogni canna sarà legata a quella delle fila a fianco attraverso una canna più corta (di 80-100 cm). Quando le piante avranno raggiunto l'apice della canna, l’apice vegetativo potrà essere indirizzato lateralmente. Tra i vantaggi di questo sistema: l’arieggiamento della vegetazione, anche quando le piante sono già alte. Con piccoli accorgimenti, questa sistemazione si presterà anche per appoggiarvi superiormente una rete anti grandine, che fungerà anche da ombreggio in estate.
  • la struttura 'a capanna o cavalletto': è una sistemazione intermedia tra le due sopra descritte: più sicura di quella a "piramide", di più rapido allestimento rispetto alle canne verticali. Raggiunta l'estremità delle canne, la cima delle piante potrà essere indirizzata lateralmente verso il basso, legandola alle canne delle piante vicine.
  • appendere i pomodori a corde: è il sistema utilizzato dai professionisti della coltivazione del pomodoro. É anche un metodo economico, perché il filo di nylon costa poco ed il supporto (sopra la coltivazione), a cui vanno fissati i fili, si può fabbricare facilmente anche con materiali a basso costo. Questa tecnica favorisce l'arieggiamento della vegetazione, e quindi la sanità della pianta. Anche l'esposizione alla luce dei frutti è eccellente e rapida l'individuazione delle femminelle da eliminare. Non occorrendo effettuare continue legature, si velocizzano le operazioni: è sufficiente avvolgere settimanalmente il filo attorno al fusto della pianta, per mantenerla in ordine. L'avvolgimento del filo attorno al fusto va effettuato senza fretta. Prendendo confidenza il procedimento diventerà molto veloce, ma si faccia sempre attenzione a non danneggiare i fiori, che sono estremamente delicati!

Sostegni nei pomodori nani (determinati): Le varietà nane in realtà non richiedono supporti, ma volendo mantenere le bacche più sane, è possibile evitarne il contatto con il suolo, allevando le piante “a siepe” in file (foto 1): sistemando dei paletti alti 100 cm, distanziati di 3 metri, le piante verranno legate, strette lateralmente con fili di corda, che le manterranno ordinate, impedendogli di adagiarsi sul terreno. Ogni 20 cm in altezza, si aggiungerà un nuovo spago. Nella gamma Orto Mio esistono molte varietà a portamento nano, sia da salsa che da insalata.

Potatura delle femminelle: mentre i pomodori nani non richiedono potature, in quelli “da palo”, bisogna togliere continuamente i germogli ascellari o “femminelle” (foto 2), iniziando 2.-3 settimane dopo il trapianto. Si tratta dei germogli che crescono nel punto di inserzione delle foglie sul fusto della pianta. Nelle varietà da impalare (indeterminate), vanno asportarti settimanalmente, lasciando sviluppare solo l'apice della pianta, che così prenderà più forza. Questa operazione favorisce una produzione più equilibrata ed una migliore sanità di piante e bacche. L'operazione, detta di “castratura” (o scacchiatura) è molto semplice e si esegue strappando con le dita (o tagliando con le forbici) i germogli emessi dal fusto, alla lunghezza di 5-10 cm. Le femminelle torneranno a crescere, e andranno eliminate continuamente. Nei periodi di rapido accrescimento delle piante, si interverrà più volte alla settimana. Al momento del trapianto, è consigliabile lasciare crescere una o due femminelle, per un paio di settimane: la più forte, fungerà da cima "di scorta", qualora si arrestasse l’accrescimento dell'apice principale della pianta. Nelle varietà nane (determinate), le femminelle non vanno eliminate, perché si ridurrebbe significativamente la produttività delle piante.

Diradamento delle foglie: è bene sfoltire le foglie che coprono i grappoli in zone costantemente in ombra. Lasciare invece le foglie che riparano le bacche dal sole del pomeriggio, per evitare le scottature. Dopo la raccolta dei primi grappoli di pomodori, eliminare progressivamente le foglie basali della pianta, fino a 50 cm di altezza. Tagliare anche le foglie che presentassero macchie brune o forti ingiallimenti.

Cimatura delle piante: Nelle varietà da palo, quando la cima della pianta supera l’altezza dei tutori (170-200 cm), si può tagliare, se non si desidera proseguire con la raccolta (o se la pianta è visibilmente indebolita e “a fine corsa”). Ciò favorirà un maggior ingrossamento delle bacche presenti. In alternativa quando la pianta è ancora in forze, la cima che supera i tutori può venire indirizzata orizzontalmente legandola ai supporti delle piante vicine.

Diradamento dei frutti: per i pomodori da palo a bacche di dimensioni medie e grandi, qualora fossero presenti troppi frutti (foto 3) per ogni grappolo (es. 7-10 in varietà tonde, cuor di bue e costoluti), ridurne il numero (foto 4) offre il vantaggio di ottenere calibro maggiore, più uniforme e maggiore qualità. Tra i frutti presenti verranno sacrificati i più piccoli e quelli deformi o con cicatrici, tagliandoli con le forbici e lasciando gli altri. L’eliminazione dei frutti è importante anche quando le piante sono bloccate per carenze o stress stagionali.

Ombreggiamento: le piante con frutti in maturazione, gradiscono un leggero ombreggiamento (foto 5) nelle ore centrali della giornata, a partire dalla fine del mese di giugno. Una rete ombreggiante al 30-40% (o anti grandine) favorirà una maturazione più uniforme dei pomodori, senza scottature, riparando anche dai rischi della grandine. Il leggero ombreggiamento, nelle ore più calde del giorno, permetterà anche una produzione più generosa e contribuisce a ridurre il marciume apicale.

Trattamenti: per prevenire la Peronospora, nebulizzare prodotti a base di rame, ogni 15 giorni. (Poltiglia bordolese, idrossido, ecc.). Con temperature inferiori agli 8°, sostituire il rame con la Propoli. Nei periodi piovosi, utilizzare chitosano e farina di roccia (oppure prodotti sistemici preventivi per la Peronospora). La farina di roccia (zeolite, ecc.), nebulizzata settimanalmente, offre anche il vantaggio di ridurre gli attacchi di molti parassiti, proteggendo dalle scottature le bacche più esposte al sole.

RACCOLTA

Il momento migliore per la raccolta, si può decidere considerando le varietà coltivate e i propri gusti personali, perché i frutti hanno caratteristiche diverse nei differenti  stadi di maturazione. Le bacche, a inizio maturazione (quando sul fondo appaiono le prime tracce rosso-arancio), sono più sode e acidule e in pochi giorni raggiungono il sapore tipico della varietà matura. La polpa, può ammorbidirsi molto rapidamente, come nelle varietà antiche, o restare soda, anche a lungo. Le varietà a bacche morbide e poco conservabili, si raccolgono prima della completa maturità; nei periodi più caldi, converrà anticipare la raccolta appena i frutti iniziano a virare il colore al rosso, anticipando il decadimento della qualità. Anche le varietà che si dimostrano sensibili alle spaccature, andrebbero raccolte precocemente (magari lasciando completare la maturazione in casa). Le bacche delle varietà da salsa si raccolgono ben mature (dopo 3-4 giorni dal raggiungimento della colorazione rossa uniforme), prima che inizino a deteriorarsi.

Come raccogliere: nelle varietà con frutti dal debole attacco al peduncolo, la raccolta si opera staccandoli delicatamente con le mani. I pomodori fortemente attaccati invece si raccolgono tagliando il peduncolo della bacca con le cesoie, per non danneggiare il fusto della pianta.

Coltivazione in secca (pomodoro “siccagno o seccagno”)

La coltivazione del pomodoro in terreni carenti di acqua richiede alcuni accorgimenti, che permettono di ottenere una discreta produzione anche nelle annate più siccitose

Le varietà

La maggior parte dei pomodori non si adatta alla coltivazione in condizioni di scarsità di acqua, quindi è fondamentale scegliere le varietà della gamma Orto Mio dette “siccagno”.

Gestione del suolo

Preparare il terreno vangandolo a una profondità adeguata (30-40 cm) e interrare una generosa quantità di sostanza organica (letame maturo, compost, terriccio di buona qualità, ecc.). Ciò permetterà di migliorare la fertilità e aumentare la capacità di trattenere l’acqua.

 pacciamatura

Distribuire sul terreno intorno alle piante del pacciame organico (come paglia o fieno, cippato, ecc.) in modo uniforme, creando uno strato alto 5-15 cm (più lo strato è spesso e maggiore sarà la capacità di trattenere l’umidità). Ciò ridurrà le perdite di acqua per evaporazione.

Irrigazione

Le varietà “siccagno” Orto Mio sono tolleranti allo stress idrico ma in caso di siccità prolungata è consigliabile effettuare qualche intervento irriguo, così da sostenere le piante negli stadi più critici. Nelle prime settimane dopo il trapianto, effettuare bagnature diradate solo quando le piante si mostreranno sofferenti, per stimolare l’apparato radicale a esplorare il terreno in profondità. Nelle fasi di rapido accrescimento della vegetazione e ingrossamento dei frutti porre attenzione in particolare ai segni di stress idrico, irrigando in caso di necessità. Sospendere nelle settimane prima della raccolta. Irrigare intervenendo possibilmente al mattino.

Protezione dal vento

Nei territori ventosi, se possibile, collocare i pomodori nella zona più riparata dell’orto oppure predisporre semplici barriere frangivento (reti a maglia fitta, arelle, ecc) per limitare i disagi.

Ombreggiamento

Per chi ha la possibilità, coltivare il “siccagno” nella zona di orto non esposta a sole per tutto il pomeriggio in piena estate oppure predisporre un leggero ombreggiamento nelle ore più calde, in luglio e agosto, limiterà il consumo d'acqua dovuto alla traspirazione.

 

Concimazione

Evitare fertilizzanti con elevato titolo di azoto, prediligendo quelli a titolo bilanciato N:P:K 1:1:3.