Peperone Friggitello Giapponese

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FORMATI

1 pianta in vaso 10

Disponibile da fine marzo a inizio maggio
H772

VARIETÀ

Shishimai F1

I Shishimai sono peperoni simili ai nostri friggitelli, ma più piccoli, teneri e gustosi. Straordinari grigliati o saltati in padella con un pizzico di sale come antipasto. Il contorno ideale per pietanze a base di carne. La pianta è di medio vigore, super produttiva, di facile coltivazione. I frutti si raccolgono alla lunghezza di 7-8 cm. È considerato dai buongustai un miglioramento della specialità spagnola "pimiento del padron". Raggiunge la massima produzione concimando generosamente nelle prime fasi dopo il trapianto e raccogliendo i frutti più volte alla settimana. 

Disponibilità
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apr
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dic

I consigli di coltivazione


ESPOSIZIONE

Il peperone necessita di esposizione in pieno sole. In estate, nelle ore più calde gradisce un leggero ombreggiamento, a partire dalla metà di giugno.


TEMPERATURA

Il peperone ha temperature ideali tra i 16-27°. Sotto i 14°i fiori cadono e i frutti possono risultare deformi. Sopra 28°cala la fertilità, per bloccarsi se si superano i 32°. Con alte temperature le piante possono ridurre la produzione e i frutti risultare di calibro più ridotto. La pianta arresta lo sviluppo sotto i 10° e muore tra 2-0°, quindi è fondamentale proteggerla con nylon o tnt nei trapianti più precoci.


TERRENO

Il peperone predilige i terreni di medio impasto, molto fertili, ricchi di sostanza organica e ben drenati. Nei terreni argillosi è importante la predisposizione di aiuole rialzate, di 10-15 cm, che facilitino lo sgrondo dell’acqua. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. Nella preparazione del suolo è importante una lavorazione profonda (30-40 cm). È consigliabile attendere 4 anni prima di trapiantare peperone in terreni dove sono state coltivate altre solanacee in precedenza. Fondamentale utilizzare le piante innestate, qualora non sia rispettata la corretta tempistica di rotazione.


TRAPIANTO

Distanze: il sesto consigliato è di 40-50 cm sulle file e 100 cm tra le file.


Epoca: la messa a dimora va da marzo (con nylon) a giugno. Da metà aprile a maggio è il periodo più favorevole per il trapianto in pianura, giugno in alta collina e montagna.


Protezione: nei trapianti di inizio primavera, le piantine vanno protette con nylon; nei trapianti successivi, da aprile in avanti, con TNT bianco, da rimuovere dopo 3 settimane circa.


CONCIMAZIONE

Una nutrizione molto generosa è indispensabile per un’elevata produzione del peperone. Molto importante la sostanza organica. I concimi organici azotati vanno distribuiti in modo frazionato nel tempo.



  • La concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica: letame maturo (o stallatico) e pollina e un fertilizzante NPK (es. N:P:K 1:2:3).

  • La concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 3:1:1), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel.

  • La concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse (foto 1), a causa di stress ambientali o carenze. Si può effettuare con fertilizzanti a pronto effetto o irrigando con stallatico macerato in acqua (o pollina macerata), settimanalmente, fino alla ripartenza delle piante.


IRRIGAZIONE

Il peperone necessita di annaffiature regolari durante tutto il ciclo di coltivazione e di molta acqua nei periodi caldi, ma non bisogna eccedere, perché è molto sensibile ai ristagni. Si irriga 1-3 volte a settimana in primavera: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del terreno, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. In estate, è richiesta molta più acqua e interventi frequenti, fino a 4-5 per settimana (3-5 litri al giorno). In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per produrre al meglio e ridurre i rischi di marciume apicale. Apporti idrici troppo scarsi possono determinare blocco dello sviluppo delle piante, bacche di calibro modesto e caduta dei fiori. Il peperone si giova dell’irrigazione a goccia.


CURE COLTURALI

Pacciamatura: il peperone si avvantaggia della pacciamatura del terreno con nylon, che permette di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi. Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia. É utile pacciamare il terreno con la paglia, a partire dal mese di giugno, per mantenere il terreno fresco in estate.


Protezione con Nylon: nei trapianti precoci (da febbraio a metà aprile) la copertura con nylon, appoggiato sulle piante con degli archetti, stimola la crescita e riduce i rischi di danni, in caso di ritorni di freddo. Con l’aumento delle temperature diurne, è necessario arieggiare i tunnel durante giorno. Il nylon potrà essere rimosso con temperature notturne stabilmente sopra i 15°.


Protezione con TNT (agrovelo): dalla metà di aprile, dopo il trapianto, riparare le piantine per 20 giorni con TNT (appoggiato su archetti), per favorire una crescita rigogliosa. Questa protezione è molto importante anche nei trapianti di maggio e giugno.


Sostegni: quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna o paletto) di almeno 100 cm. Le branche cariche di frutti vanno legate ai sostegni o al fusto centrale, con delicatezza (sono molto fragili), per evitare che si spezzino. Coltivando molte piante, è pratico l’allevamento in file “a siepe”: sistemando dei paletti alti 120 cm a distanza di 3 metri, le piante verranno legate lateralmente con fili di corda, che le manterranno ordinate, senza il pericolo di danneggiamento degli steli sotto il peso dei frutti. Ogni 20 cm in altezza, si aggiungerà un nuovo spago.


Diradamento dei frutti: nei primi 40 giorni eliminare i primi frutti prodotti (foto 2), per irrobustire la pianta. È un'azione drastica, ma indispensabile per non penalizzare irreversibilmente la produzione. Continuare a staccare parte delle bacche, finché la pianta non avrà preso forza. In produzione, nelle varietà a frutti grossi, si lasciano solo 4-6 frutti contemporaneamente in fase avanzata di ingrossamento. L’eliminazione dei frutti è importante anche quando le piante sono bloccate (foto 3) per carenze o stress stagionali.


RACCOLTA

I tempi di raccolta dei peperoni sono legati alle cure ricevute dalle piante nel primo periodo dopo la messa a dimora: le buone pratiche di coltivazione possono anticipare l’esordio, mentre carenze nutrizionali e stress ritardano l’entrata in produzione e ne penalizzano i quantitativi. Nelle annate difficili, non di rado i peperoni recuperano a fine stagione, dando soddisfazioni insperate, con una buona resa che si protrae per tutto l’autunno.


I tempi di maturazione: la maturazione dei peperoni è lenta, richiedendo tra i 50 e i 60 giorni, dal momento dell’allegagione al raggiungimento della colorazione tipica della varietà acquistata. I frutti immaturi restano verdi fino a 7-10 giorni dalla completa maturazione.


Raccolta “a verde”: è possibile raccogliere le bacche immature da verdi, al raggiungimento della massima dimensione: avranno sapore meno dolce rispetto a quelli maturi. Raccogliere parte dei frutti immaturi permette una produzione maggiore.


Come raccogliere: i peperoni si raccolgono tagliando il peduncolo del frutto, utilizzando le cesoie per non danneggiare il fusto della pianta.