I consigli di coltivazione
ESPOSIZIONE
Il fagiolino esige esposizione in pieno sole (almeno 6-8 ore al giorno di luce diretta).
TEMPERATURA
Le temperature tra 17-25° sono quelle ideali per lo sviluppo del fagiolino. Le piante arrestano la crescita a 10°. Sopra i 35° si riduce la fioritura e si verificano la cascola fiorale e aborti dei piccoli embrioni. Temperature tra 0/-1° provocano la morte delle piante.
TERRENO
Il fagiolino si adatta a diversi tipi di terreno, ma predilige quelli di medio impasto, fertili, soffici e ben drenati. Teme infatti i ristagni idrici, che favoriscono marciumi radicali e rallentamenti vegetativi. Il pH ideale è compreso tra 6 e 7,5. Prima del trapianto è consigliabile lavorare accuratamente il terreno fino a circa 25–35 cm di profondità, così da favorire sviluppo radicale, drenaggio e aerazione. Per ridurre il rischio di malattie e squilibri del terreno, è inoltre preferibile attendere almeno 2–3 anni prima di coltivare nuovamente fagiolini o altri legumi nello stesso appezzamento.
TRAPIANTO
Distanze: il sesto consigliato per il fagiolino nano è di 10 cm sulle file e 50 cm tra le file, mentre 20 cm x 70 cm per il fagiolino rampicante.
Epoca: il fagiolino può essere messo a dimora da marzo fino ad agosto. Nei trapianti più precoci è importante proteggerlo dal freddo, poiché teme molto le basse temperature e i ritorni di gelo.
Scalarità: per raccogliere il fagiolino con continuità durante tutta la primavera e l’estate, è consigliabile programmare trapianti scalari circa una volta al mese, da marzo fino ad agosto, così da avere piante sempre in piena produzione.
Protezione: nei trapianti di inizio primavera è consigliabile proteggere il fagiolino con nylon o TNT, così da favorire una crescita più rapida, anticipare la raccolta e limitare i danni causati dai ritorni di freddo. Dalla tarda primavera e durante l’estate, invece, può essere utile ombreggiare le giovani piante per alcuni giorni dopo la messa a dimora, soprattutto in presenza di sole intenso e temperature elevate, così da ridurre stress idrico e rallentamenti vegetativi.
CONCIMAZIONE
Pur essendo una specie azotofissatrice, il fagiolino necessita comunque di una fertilità del terreno ben equilibrata per produrre in modo abbondante e continuo. Nei terreni molto fertili, oppure dopo colture già concimate generosamente, spesso sono sufficienti apporti moderati di un fertilizzante NPK biologico relativamente ricco in fosforo (ad esempio con rapporto N:P:K vicino a 1:3:2) distribuito prima del trapianto. Nei terreni poveri, stanchi o molto sfruttati è invece utile incorporare stallatico ben maturo circa 3–4 settimane prima della messa a dimora, completando poi la preparazione del terreno con pollina e un fertilizzante NPK Bio nella settimana precedente al trapianto. È importante evitare eccessi di azoto prontamente disponibile, che favorirebbero uno sviluppo vegetativo eccessivo a discapito della produzione dei baccelli.
IRRIGAZIONE
- Dopo il trapianto: mantenere il terreno costantemente fresco con irrigazioni leggere e frequenti, evitando ristagni che favoriscono marciumi radicali.
- Fase di crescita vegetativa: irrigare moderatamente, lasciando asciugare leggermente il terreno tra un intervento e l’altro per favorire un buon sviluppo radicale.
- Fioritura e allegagione: è la fase più delicata, evitare stress idrici e forti sbalzi di umidità che possono causare aborto dei fiori e deformazione dei baccelli.
- Piena produzione: irrigazioni regolari e uniformi migliorano continuità produttiva, tenerezza e qualità dei baccelli.
- Periodi molto caldi e secchi: aumentare leggermente la frequenza irrigua, soprattutto nei terreni leggeri, preferibilmente utilizzando pacciamatura.
CURE COLTURALI
Sarchiatura: la sarchiatura periodica tra le file è un intervento molto superficiale (2–3 cm di profondità), utile per eliminare le malerbe e mantenere il terreno più arieggiato, soprattutto se non si utilizza la pacciamatura oppure prima della distribuzione della paglia. Si esegue facilmente con una zappetta leggera a lama stretta, oppure con un sarchiatore oscillante o un piccolo coltivatore manuale a 3 denti. L’intervento va ripetuto ogni 15–20 giorni circa, lavorando con delicatezza per non danneggiare le radici superficiali ed evitando di accumulare terra sul colletto delle piante. La sarchiatura si sospende quando la vegetazione ha ormai coperto bene le file.
Pacciamatura: è utile per conservare l’umidità del terreno nei periodi più caldi e siccitosi e per limitare la crescita delle infestanti. È particolarmente consigliata nei terreni leggeri, che tendono ad asciugarsi rapidamente dopo irrigazioni o piogge. Nei terreni argillosi può essere comunque molto utile, ma in questi suoli è preferibile coltivare su aiuole rialzate di 10–15 cm rispetto al piano dell’orto, così da favorire drenaggio e aerazione del suolo. In maggio-giugno è generalmente meglio una pacciamatura moderata ma uniforme, piuttosto che uno strato eccessivo che potrebbe mantenere troppa umidità attorno alle piante. La paglia è considerata da molti la migliore pacciamatura per il fagiolino: si distribuisce formando uno strato soffice di circa 6–8 cm sulla superficie del terreno, evitando di coprire la parte basale delle piantine.
Tutori: i fagiolini nani non richiedono sostegni, mentre le varietà rampicanti come il fagiolino metro necessitano di tutori alti circa 180–200 cm per svilupparsi correttamente e produrre in modo continuo. Per questo scopo vengono sempre più utilizzate reti in materiale plastico, pratiche e rapide da installare, ma sono ottimi anche i grigliati metallici oppure le tradizionali strutture con canne di bambù.
CONSOCIAZIONE
Consociazione possibile con lattuga, sedano, cetriolo, pomodoro, cavolo, prezzemolo e basilico. Nelle consociazioni un principio importante è aumentare leggermente le distanze rispetto a quelle normalmente utilizzate tra piante della stessa specie, così da migliorare luce, aerazione e accesso alle cure colturali:
- aumentare di circa il 20–30% la distanza tra le file rispetto alla coltivazione di una sola specie;
- posizionare il fagiolino nel lato più luminoso dell'aiuola, quando consociato con specie molto più vigorose come pomodoro, cavolo, cetriolo.
In generale, nelle consociazioni il trapianto va programmato in modo che nessuna specie sovrasti troppo presto le altre per luce, spazio e circolazione dell’aria:
- con pomodoro e cetriolo, trapiantare il fagiolino insieme o dopo. Trapiantando dopo, posizionarlo nel lato più luminoso;
- con cavolo: trapiantare prima il fagiolino;
- con sedano, basilico e prezzemolo: trapiantare il fagiolino insieme o un po' dopo.
RACCOLTA
La raccolta dei fagiolini inizia generalmente circa 50 giorni dopo il trapianto, mentre per il rampicante metro possono servire circa 70 giorni. La produzione dei fagiolini nani si prolunga normalmente per circa un mese, mentre nei rampicanti può continuare anche oltre 60 giorni, soprattutto con raccolte frequenti e condizioni climatiche favorevoli. La raccolta va iniziata quando i baccelli sono ben sviluppati ma ancora teneri. Se si attende troppo, la qualità peggiora: i semi interni ingrossano, i baccelli diventano più fibrosi e può comparire il “filo”. I baccelli si raccolgono recidendo delicatamente con le unghie il breve peduncolo che li unisce alla pianta, evitando strattoni che potrebbero danneggiare vegetazione e nuovi fiori. Durante la piena produzione è consigliabile raccogliere almeno 2 volte a settimana: raccolte frequenti stimolano infatti la formazione continua di nuovi baccelli. Il momento migliore della giornata per raccogliere è la mattina presto, quando i fagiolini risultano più croccanti, freschi e conservabili.