Indivia scarola Gigante degli ortolani

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Formati

9 piante in cubetto

Disponibile da fine luglio a inizio novembre
H143

Varietà

Torino

Indivia scarola per raccolta autunno-invernale, con cespi voluminosi e pesanti (800 gr - 1 kg). Pianta di buon vigore e facile coltivazione, adattabile ai diversi terreni. Le foglie, carnose, formano un cuore molto pieno. Tollera i primi freddi, ma è bene proteggerla con tnt, in caso di gelate. Si raccoglie a circa 70-80 giorni dal trapianto. Ha buona capacità autoimbiancante, anche senza legatura. Gustosa sia cruda che saltata in padella. Le foglie esterne sono ideali in torte salate, zuppe e sformati.

Disponibilità
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I consigli di coltivazione


ESPOSIZIONE

Le indivie gradiscono esposizione in pieno sole. Tollerano la mezz’ombra nelle ore più calde delle giornate estive.


TEMPERATURA

Le indivie hanno condizioni di sviluppo ottimali tra 15-20°. Al di sotto dei 6° la crescita si arresta. Le varietà tardive tollerano le temperature prossime a 0°, ma gradiscono protezione con tnt in previsione delle gelate. Temperature di 3-5° o superiori ai 30°, per più giorni, così come i forti sbalzi termici, possono indurre la pre fioritura.


TERRENO

Le indivie si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno, ma preferiscono quelli leggeri o di medio impasto, profondi e ricchi di sostanza organica, ben drenati. Gradiscono pH tra 6-7. Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato. Nei terreni argillosi è consigliata la coltivazione su aiuole rialzate, per prevenire i ristagni. Attendere 3 anni prima di trapiantare indivie negli appezzamenti dove sono state coltivate cicorie o indivie in precedenza.


TRAPIANTO

Distanze: il sesto consigliato è di 25-35 cm sulle file e 40 cm tra le file. Per le varietà più vigorose si disporranno i sesti più radi.


Tecnica: le piantine in cubetto Orto Mio non si trapiantano in profondità, ma in superficie. Almeno 1/3 del pane di terriccio della piantina deve sporgere all’esterno dal suolo. Questa modalità contribuisce a prevenire le patologie alla base della pianta.


Scalarità e quantità: per raccogliere indivie fresche tutto l’anno, è bene metterle a dimora piccole quantità, ogni 2 settimane, piuttosto che in numeri maggiori ogni 30-40 giorni. Nei trapianti di fine stagione invece si abbonderà, sfruttando le varietà con diverso ciclo di maturazione, per una raccolta più scalare nel tempo.


Epoca: le varietà tolleranti a pre fioritura, si possono mettere a dimora già a fine inverno (protette), per la raccolta primaverile. Il trapianto estivo è quello più importante per la raccolta autunno invernale. L’epoca di trapianto, per la raccolta autunno-invernale è da fine luglio ai primi di settembre al centro-nord (le varietà tardive tra fine agosto e i primi di settembre) e agosto-settembre al sud (le varietà tardive da metà a fine settembre). Nelle aree di alta collina e montagna i trapianti si effettuano tra aprile (protetti) e la fine di luglio.


Protezione: dopo il trapianto, riparare le piantine con TNT bianco, per 30-40 giorni in marzo e 10-20 giorni in aprile. In estate proteggere con un qualsiasi materiale ombreggiante o TNT, per 5-7 giorni. Il TNT è molto utile nelle zone ventose, per ridurre lo stress da trapianto, dove si appoggia su archetti, per 7-10 giorni.


CONCIMAZIONE

Le indivie richiedono concimazioni moderate rispetto alla lattuga, povere di azoto. Alcune settimane prima del trapianto, si apporterà stallatico (in alternativa: letame maturo, compost, agrogel o borlanda), oppure un concime NPK ricco in potassio (es. 2-1-3). Nel corso della coltivazione, in caso di partenza stentata, si potrà intervenire nuovamente, dopo 2 settimane, con modeste quantità di borlanda, agrogel o stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane. Per le varietà tardive, sono consigliati fertilizzanti poveri in azoto e ricchi in potassio (K), sospendendo gli apporti un mese prima del raccolto. Gli eccessi di azoto, fanno vegetare troppo le piante, rendendole più sensibili ai patogeni ed agli stress stagionali.


IRRIGAZIONE

Le indivie richiedono irrigazioni abbastanza frequenti, specialmente in piena estate, ma più diradate rispetto alla lattuga. Sono molto sensibili ai ristagni, quindi il terreno si dovrà asciugare in superficie, prima di un nuovo intervento. In autunno di norma non richiedono tante annaffiature, salvo apporti moderati in caso di stagione siccitosa. In prossimità della raccolta è molto importante irrigare il terreno, evitando di bagnare i cespi sulla chioma, per prevenire i marciumi basali.


CURE COLTURALI

Cimatura al trapianto: nel periodo estivo, le piantine di indivie, si avvantaggiano della cimatura delle foglie, con le forbici, a 10-12 cm di lunghezza. Ridurrà lo stress di attecchimento, limitando la disidratazione delle piante ed evitando che, con le prime irrigazioni, le foglie possano restare intrappolate nel terreno.


Sarchiatura: la sarchiatura periodica tra le file è un intervento da effettuare con la zappa, per eliminare le malerbe, arieggiare il terreno e mantenere l’umidità. L’operazione si effettua ogni 15-20 giorni e si sospende quando le piante sono ben sviluppate. È opportuno ripeterla dopo le precipitazioni, quando il suolo è asciutto e nelle zone dove si evidenziassero ristagni.


Protezione dal freddo e dal sole: nei trapianti primaverili di marzo e aprile, le indivie si giovano della protezione con nylon fino a metà marzo e con TNT, fino a metà aprile. Nei trapianti estivi, il TNT è utile per una settimana circa. In previsione delle prime gelate in prossimità della raccolta, la protezione con TNT o nylon è consigliata.


RACCOLTA

I tempi di maturazione: per conoscere approssimativamente quando saranno pronte le indivie, basterà sommare alla data di trapianto i giorni necessari per la raccolta, indicati nelle confezioni delle piantine. Temperature anomale o situazioni di stress potrebbero far ritardare o anticipare la maturazione.


Segnali di maturazione: scarole e ricce, dopo il trapianto, nelle prime 5 settimane aumentano di volume e dopo 35-45 giorni, nella parte centrale iniziano a formare il cuore (foto 1). Questo è il segnale che sono quasi pronte per la raccolta. Quando, dopo 7-10 giorni il cuore è ben cresciuto, l’indivia è raccoglibile. Si potrà procedere alla legatura, per ottenere foglie più tenere e dolci.


Gestione dei tempi di raccolta: quando le indivie sono pronte vanno raccolte senza attendere troppo tempo. Con temperature ambientali elevate, la loro conservabilità in campo è limitata, mentre con le basse temperature resistono alcuni giorni in più. I cespi raccolti si conservano in frigorifero per più di una settimana.


Legatura e inbianchimento: la legatura è una pratica che permette di ottenere la massima qualità in riccia e scarola. Quando la pianta è ben cresciuta e il cuore è in piena crescita (foto 1)si lega con una corda (o un elastico) la parte terminale delle foglie (foto 2)per ottenere l’imbianchimento del cuore (foto 3). La raccolta si effettua dopo 5- 10 giorni dalla legatura, a seconda delle temperature ambientali.


Come raccogliere: i cespi pronti si raccolgono tagliandoli alla base con il coltello. Le foglie basali danneggiate si eliminano.