Cipolla Dorata di Parma precoce

Scopri i formati e le varietà disponibili

FORMATI

12 piante in pack

Disponibile da metà gennaio a inizio novembre
H513

VARIETÀ

Saratoga F1 - Bonus F1

Cipolla ibrida a raccolta precoce, di media pezzatura (350 gr) e facile coltivazione. Si trapianta dall'autunno a inizio primavera, per raccolte da fine maggio a luglio. Ha conservabilità discreta (3 mesi per la raccolta di maggio-giugno, 5 mesi per la raccolta di luglio). È la cipolla classica in cucina, adatta alla cottura, mediamente pungente.

Disponibilità
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LE VARIETÀ

Il sapore e l’utilizzo: nella gamma Orto Mio ci sono le varietà classiche dal sapore intenso ma anche tante varietà dal sapore dolce, per tanti utilizzi sia crude che cotte.


Le cipolle conservabili: tra le varietà della gamma, alcune si conservano per molti mesi, permettendo di utilizzarle anche in inverno: sono indicate nel sito e sul catalogo Orto Mio.


I consigli di coltivazione


ESPOSIZIONE

La cipolla predilige esposizione in pieno sole. In estate, si giova di un leggero ombreggiamento nelle ore più calde del giorno.


TEMPERATURA

Pianta molto adattabile, la cipolla tollera le temperature rigide invernali e si può mettere a dimora già a a -2/2°. Piante ben strutturate possono tollerare fino a -6°. In fase di accrescimento la temperatura ideale è 10-21°. Per la formazione dei bulbi la cipolla gradisce più di 24°; per l’ingrossamento 24-30°. I forti sbalzi termici, così come le basse temperature protratte nel tempo (oltre 10 giorni sotto i 10°), con piante già ben sviluppate (diametro del fusto maggiore a quello di una matita), possono favorire la prefioritura delle varietà di cipolla più sensibili. Dopo la raccolta si conserva al meglio a 4-10°.


TERRENO

La cipolla predilige i terreni di medio impasto ben dotati in sostanza organica, si adatta anche a quelli argillosi. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. In terreni pesanti (“forti” o argillosi) è consigliabile coltivare su aiuole rialzate di 10-20 cm. Un buon drenaggio permette di prevenire i ristagni che provocano patologie radicali e favoriscono il marciume dei bulbi. È consigliabile attendere almeno 3 anni prima di trapiantare la cipolla (o altre liliacee come aglio, porro, scalogno, ecc.) nei terreni dove si è coltivata in precedenza. Il terreno deve essere lavorato con la vanga per 25-30 cm di profondità.


TRAPIANTO

Distanze: il sesto consigliato è di 10-15 cm sulle file e 30 cm tra le file, per la raccolta dei bulbi, mentre per i cipollotti 5 cm sulla fila e 30 cm tra le file.


Epoca: l’epoca ideale di messa a dimora delle cipolle è tra ottobre e novembre per le varietà a giorno corto, da marzo a maggio per quelle a giorno lungo. I trapianti prima dell’inverno danno una produzione anticipata ma sono i più rischiosi per la prefioritura.


CONCIMAZIONE

La sostanza organica matura a base di stallatico, va apportata non più tardi dell’autunno che precede la coltivazione (sconsigliata a ridosso del trapianto).


La concimazione pre trapianto: 3-4 settimane prima del trapianto si effettua la concimazione di fondo, con agrogel o compost e un fertilizzante minerale NPK più ricco in fosforo (P) e potassio (K) che in azoto (N) (es N:P:K 1:2:3 oppure 1:2:2), con interramento superficiale, nei primi 5-10 cm di terreno. Si potrà poi intervenire mensilmente con fertilizzante minerale NPK (a titolo 3:1:2 o 3:1:1). L’ultimo passaggio si potrà effettuare ad inizio ingrossamento dei bulbi, con N:P:K 1:0:3.


IRRIGAZIONE

Le esigenze idriche della cipolla variano in funzione alle caratteristiche del terreno, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. È sempre fondamentale evitare gli eccessi idrici, perché la cipolla teme i ristagni. Nelle prime fasi di sviluppo è richiesta poca acqua (irrigazione solo all’occorrenza, ogni 7-14 giorni). Nelle annate con precipitazioni regolari, l’acqua piovana è sufficiente in fase di accrescimento e bisogna intervenire solo in caso di siccità, considerando che i bisogni crescono con le dimensioni delle piante. Con primavere ed estati siccitose, è bene annaffiare settimanalmente, così come in fase di ingrossamento dei bulbi, quando la cipolla esige le maggiori quantità. L’apporto d’acqua verrà sospeso 15 gg prima della raccolta per garantire una migliore qualità e conservabilità dei bulbi.


CURE COLTURALI

Sarchiatura: la cipolla richiede interventi periodici di zappettatura superficiale tra le file, che permettono di eliminare le malerbe, ossigenare le radici ed ingrossare maggiormente i bulbi.


Rincalzatura: la cipolla non necessita della rincalzatura, che è invece utile per i cipollotti. Si può effettuare accumulando il terreno alla base dei fusti, fino all’attaccatura delle foglie, 50 giorni dopo il trapianto.


RACCOLTA

I bulbi: una prima raccolta anticipata di cipolle giovani si può effettuare alcune settimane prima della maturazione, quando la vegetazione è ancora verde ma i bulbi hanno già raggiunto una buona dimensione; le cipolle, raccolte così precocemente, vanno utilizzate in poche settimane, per consumo fresco. Il momento corretto per la raccolta dei bulbi da conservare si evidenzia con le foglie che si accasciano e il fusto si piega spontaneamente verso il suolo. Dopo l’estirpazione, lasciare i bulbi all’aria per 3 settimane in posizione ventilata e al riparo dalle piogge. Successivamente riporli in luogo asciutto e riparato, per una conservazione ottimale.


I cipollotti: sono cipolle raccolte in fase giovanile, quando iniziano ad ingrossare la base del bulbo, dopo 60-90 giorni dal trapianto in primavera.


CONSERVAZIONE

Per una lunga durata dopo la raccolta, è fondamentale innanzitutto scegliere le varietà più conservabili. Dopo aver estirpato le piante (quando il fusto si strozza, piegandosi), si lasciano per alcuni giorni sul terreno asciutto, in zona ombreggiata e ventilata. Poi si stendono in ambiente riparato e asciutto, fino alla completa essiccazione delle foglie. A questo punto si taglieranno le foglie a 2-3 cm e le radici a raso del bulbo e si potranno riporre in un luogo buio e asciutto, in cassette o sacchi forati. Controllare periodicamente i bulbi, per eliminare quelli che iniziano a germogliare o a marcire, perché danneggerebbero anche quelli sani.